I poteri tecnici nelle crisi della democrazia
Abstract: Il saggio analizza la trasformazione dei rapporti tra politica e saperi esperti nelle democrazie costituzionali, mostrando come l’evoluzione del sistema normativo ha determinato il consolidarsi di varie tipologie di “poteri tecnici”, caratterizzati da specifiche dinamiche funzionali e precisi assetti organizzativi. Muovendo dal modello dei corpi tecnici strumentali, previsto dalla Costituzione e consolidato attraverso l’approccio precauzionale di derivazione comunitaria, il lavoro esamina la progressiva affermazione del modello tecnocratico delle autorità indipendenti, sviluppatosi anche in ambito eurounitario come risposta alle crisi delle istituzioni rappresentative e alle esigenze di regolazione di settori complessi e sempre più integrati a livello globale. L’indagine si estende quindi all’emersione dei poteri tecnici privati, in particolare quelli connessi alla rivoluzione digitale, al controllo delle piattaforme e degli algoritmi, che pongono nuove sfide in termini di legittimazione, trasparenza e tutela dei diritti fondamentali. Attraverso l’analisi degli equilibri su cui si basano i diversi modelli e sugli elementi che possono pregiudicarne il corretto funzionamento, l’articolo individua nei rapporti tra politica e tecnica, e in particolare nel “peso” che ciascuna delle due componenti assume nella determinazione delle decisioni finali, una conseguenza e, allo stesso tempo, un fattore di trasformazione delle forme democratiche. In conclusione, il saggio prospetta la necessità di fronteggiare la irriducibile complessità dei fenomeni descritti e, a tal fine, propone di ripensare le categorie giuridiche maggiormente messe alla prova da tali processi evolutivi, con l’obiettivo di elaborare strumenti di “democratizzazione” delle expertise scientifiche e di individuare istituti (procedimentali e organizzativi) che definiscano in modo più rigoroso il confine tra valutazione tecnica e decisione politica discrezionale.
Summary: The essay examines the transformation of the relationship between politics and expert knowledge in contemporary constitutional democracies, illustrating how the evolution of the normative system has led to the consolidation of various typologies of “technical powers,” characterized by specific functional dynamics and precise organizational structures. Drawing from the model of instrumental technical bodies established by the Constitution and reinforced through the precautionary approach, the work investigates the progressive affirmation of the technocratic model of independent authorities, which have developed as a response to the crisis of representative institutions and to the growing need for regulation of increasingly complex sectors integrated at the global level. The analysis further extends to the emergence of private technical powers, particularly those connected to digital transformation, to the governance of platforms, and to the normative power of algorithms – all of which pose new challenges in terms of legitimacy, transparency, and the protection of fundamental rights. Through an analysis of the equilibria upon which the various models rest, and of the elements liable to compromise their proper functioning, the article demonstrates that the relationship between technical expertise and politics constitutes, simultaneously, an expression of and a transformative force within democratic forms of governance. In conclusion, the essay advances the case for confronting the irreducible complexity of the phenomena described and, to that end, proposes a rethinking of the legal categories most severely tested by these evolutionary processes. The aim is to develop instruments for the “democratization” of scientific and technical expertise, and to identify institutional mechanisms – both procedural and organizational – capable of defining, with greater rigor, the boundary between technical assessment and political decision-making.